Il gioco d’azzardo in Italia esiste da secoli ed ha preso nel corso degli anni innumerevoli forme. La storia del gioco d’azzardo in Italia parte dai giorni dell’Impero Romano, quando il predecessore del moderno Backgammon, il Ludus Duodecim Scriptorum, divenne popolare tra i legionari romani. Questo gioco pare che provenisse dai paesi dell’odierna Europa.

Fu a Venezia, che nel 1638 la prima casa di gioco d’azzardo, “Ridotto”, fu aperta. Fu sanzionata dal governo poiché questo aveva il controllo delle attività di gioco d’azzardo dei cittadini. Sebbene l’ingresso in quella casa di gioco fosse libera, soltanto la gente ricca poteva permettersi di giocarvici, poiché le quote d’ingresso erano molto alte. I giochi proposti erano il biribi (una sorta di lotteria), e il bassetta. Entrambi i giochi avevano una grande quota di commissioni da parte della casa. Nel 1774 la casa di gioco “Ridotto” venne chiusa, in un momento di popolarità per i centri di gioco. Questi centri, che potremmo definire “club”, vennero successivamente chiamati “casino”, perciò la parola “casino” è una parola di origine italiana.

Ci sono studi che affermano che il gioco del bacccarat fu inventato in Italia alla fine del 15esimo secolo dal giocatore italiano Felix Falguerein. Anche il Bingo è di origine italiana. Nel 1530, gli italiani giocavano ad un gioco chiamato “Lo Giuoco del Lotto D’Italia” che assomigliava per l’appunto al bingo.

Leggi sul gioco d’azzardo

La Legge Penale Italiana proclama il gioco d’azzardo illegale quando esso è organizzato in un posto pubblico, in un posto aperto al pubblico o in un club privato. Allo stesso tempo, in accordo alla legge italiana, vi è differenza tra i giochi di fortuna e i giochi in cui il risultato dipende dalle abilità dei giocatori. Le scommesse sportive, le lotterie e altre attività ricadono nella categoria delle attività di gioco d’azzardo regolamentato e legale.

Soltanto lo Stato ha il diritto di concedere il permesso di far giocare d’azzardo. La AAMS (Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato) riveste del potere di concedere licenze e regolare altre materie di gioco d’azzardo. Le pene per chi viola questa legge vanno dalle multe fino alla carcerazione.

L’Italia ha fatto molta strada dai tempi in cui proibiva totalmente tutte le attività di gioco d’azzardo, passandone a legalizzarne alcuni sotto certe condizioni. Il motivo principale per cui il governo italiano ha aderito alle regole stringenti è stato il desiderio di evitare i possibili negativi effetti associati al settore. I seguenti emendamenti liberalizzarono il mercato nel 2006:

  • Legalizzazione dei giochi di abilità e scommesse sportive per denaro reale
  • Apertura del mercato del gioco d’azzardo italiano per gli operatori provenienti dai paesi della UE e della EFTA (a condizione che rispettassero determinati requisiti)
  • Apertura di nuove gare per licenze, con l’obbiettivo di riorganizzare il network del gioco d’azzardo offline e allo stesso tempo fornire la possibilità per gli operatori del gioco d’azzardo online di offrire i loro servizi legalmente.

 

 

La Legge Finanziaria del 2007 fu un altra pietra miliare nella regolamentazione del gioco d’azzardo in Italia. Infatti, questa legge legalizzò i giochi di abilità con le carte, specificando che tali giochi avrebbero dovuto essere giocati nella forma di torneo con stake uguali alla quota di entrata del torneo. Questa normativa legalizzò automaticamente il “Texas Hold’em”. Altri giochi di  poker come il video poker, basati sulle stesse regole furono proibiti poiché erano totalmente dipendenti dalla pura fortuna.

Un Decreto Legge del febbraio 2011 fu la vera rivoluzione del settore del gioco d’azzardo in Italia. Questo infatti portò la regolazione dei giochi di poker cash e dei giochi da casinò. Inoltre, cambiò anche la precedente versione del decreto.

Uno degli aspetti più importanti fu il nuovo regime di tassazione basato sul profitto piuttosto che sul turnover. Un tasso fisso del 20% fu applicato a tutti i giochi neo-legalizzati ad eccezione delle video lottery (VLT). Gli operatori specializzati in scommesse sportive e ippiche, lotterie e giochi di abilità, dovevano ancora pagare il 3% del totale dei buy-in dei tornei.

Ancora, il nuovo decreto obbligò gli operatori a rimborsare i giocatori di almeno il 90% del denaro scommesso in forma di vincite. Il buy-in massimo per un torneo di poker fu stabilito a 250€ mentre il massimo stake iniziale di ciascuna sessione di gioco non avrebbe potuto eccedere i 1.000€.

Gioco d’Azzardo Online

La liberalizzazione del mercato del gioco d’azzardo italiano partì gradualmente nel 2006, quando a seguito del reclamo subito nel 2003, la Commissione Europea investigò sul caso e inizio a infliggere procedimenti contro l’Italia. La ragione di tale azione era la forte restrizione della legge italiana che proibiva anche agli operatori Europei legittimi di offrire i loro servizi in Italia. Soltanto il CONI (Comitato Olimpico Nazionale Italiano) e l’UNIRE (Unione Nazionale Incremento Razze Equine) ebbero il permesso di organizzare scommesse sportive offline e online. I siti web altri operatori furono bloccati al fine di prevenire che gli italiani li utilizzassero.

Nel novembre del 2006, la “lista nera” dei siti web che non avevano la licenza italiana e che dovevano essere bloccati, conteneva 621 siti web (inclusi operatori dotati di licenza in altri stati dell’Unione Europea). Dal momento che le autorità italiana non notificavano alla comunità europea quanto fatto, il paese violò di fatto la direttiva della UE n.98/34/EC (in materie di fornitura e informazione in campo di standard e regolamentazioni tecniche). Inoltre, quando le autorità italiane proibivano il funzionamento degli operatori esteri, facevano riferimento alla legge Penale. Secondo questa legge, organizzare un gioco di fortuna in un pubblico spazio, uno spazio aperto al pubblico o in un club privato, era proibito e poteva causare l’arresto e una sanzione monetaria. Tali attività richiedevano una speciale licenza e un’autorizzazione della polizia. Ad ogni modo, questo approccio non era compatibile con i principi del Trattato della Comunità Europea, concernente la libertà di offrire servizi oltre confine (Artt. 43 et seq, e 49).
Successivamente ai procedimenti provenienti dalla Comunità Europea contro l’Italia, nel 2009 le autorità italiane notificarono alla Commissione degli emendamenti in materia di gioco d’azzardo.

A partire dal marzo 2010, quando la nuova legge entrò in vigore, gli operatori stranieri poterono lanciare i giochi online con denaro reale. Prima di offrire i loro servizi ai cittadini italiani, gli stessi avrebbero dovuto ottenere una licenza italiana. La AAMS (Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato) è l’autorità italiana per il gioco, con il potere di rilasciare le licenze.

Le licenze includono:

  • skill games (giochi di abilità)
  • giochi di poker sotto forma di torneo e di solitario
  • giochi di poker cash (contanti)
  • giochi di casinò
  • scommesse sportive, ippiche e altri tipi di eventi, con totalizzatore a quota fissa
  • bingo